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Descrizione del gioco
Phantasy Star Universe (PSU), pubblicato su tre piattaforme (PC/PS2 aventi server in comune ed Xbox 360 in stand-alone) offre, Online ed Offline, due diverse esperienze RPG ma non per questo da considerarsi del tutto separate fra loro, anzi. Il ritorno al classico Story Mode che vede Ethan Waber protagonista va ad intrecciarsi con la modalità in rete, dove ognuno verrà chiamato a riportare sul “dancefloor” il proprio alter-ego, vediamo come e perchè.
Innanzitutto, i personaggi del gioco di ruolo classico e quelli della comunità abitano il medesimo spazio-tempo. Ciò significa che anche Online si è testimoni degli accadimenti in corso attraverso missioni di raccordo con la trama principale tese a rendere compatte le due strutture di gioco fondendole in una unica e in molti versi, comunicante. Il gioco ricalca le orme del suo predecessore ampliandone il medesimo concept. Ciò in cui ci ritroviamo immersi si può racchiudere in una semplice definizione: PSO con i muscoli.
Phantasy Star Universe non è catalogabile nella definizione che abbraccia in un’unica stretta i vari MMORPG esistenti. Da sempre votato all’aspetto “action” del gameplay conserva le caratteristiche che hanno reso famoso il brand strizzando l’occhio ad una bella trama che farà da sfondo alle avventure di ogni alter-ego online. Ciò che ha fatto crescere la comunità attorno a questo videogame è proprio la capacità di scrollarsi di dosso tutti i limiti legati agli rpg in rete di massa che, implicitamente ma senza scampo, richiedono troppe ore di gioco per sentirsi anche solo minimamente parte attiva della storia. PSU offre Gameplay veicolato in una struttura consolidata ed ampliata. La chance di aprirsi una finestra su un mondo alternativo per un’ora, così come per una notte intera senza creare disparità fra utenti attraverso il tempo speso giocando. Una volta creato il proprio personaggio, si è immediatamente coinvolti nell’esperienza collettiva sulla Guardian Colony, l’astronave madre abitata da giocatori di ogni nazione coi quali interagire, organizzarsi, stringere amicizie e vivere la nuova realtà all’ombra degli eventi che caratterizzano il plot narrativo di PSU (Per approfondimenti vi rimandiamo alle sezioni dedicate). Realtà contraddistinta da un intero sistema solare da esplorare. Tre pianeti (Parum, Neudaiz e Moatoob) popolati da razze differenti, culture ed architetture da assimilare nei viaggi di città in città ed aree dove mettere alla prova le abilità e l’esperienza acquisita dal nostro character. Metropoli e le loro attività, shop nei quali acquisire armi, equippagiamento, aree da esplorare e alle quali sopravvivere assieme ai compagni scelti per scrivere la parola “fine” sulla schiena del Male di turno. Giocabilità cucita assieme dalla miglior interfaccia comunicativa mai creata per un videogame che valse a Yuji Naka una sterminata serie di awards. Da qui in poi, guidatevi da soli attraverso il percorso delle info nelle varie sotto-sezioni, entrate in contatto con questo nuovo universo respirando a pieni polmoni il clima, quando lo sentirete vostro, noi vi staremo aspettando sulla Guardian Colony; già armati di Guns e Amicizia.
[Credit: Fantasheva]