Phantasy Star I

Il 20 Dicembre 1987, a un anno dall’ uscita di Dragon Quest e a soli due mesi da Final Fantasy, SEGA rilasciava per Master System il suo primo RPG “massiccio”: PHANTASY STAR.

Copertina Phantasy Star

Un anno dopo, nel 1988, Phantasy Star viene commercializzato in inglese negli Stati Uniti, ottenendo così un record singolare, quello di essere il primo rpg giapponese ad arrivare in occidente.
Il Master system non poteva certo vantare la stessa popolarità del NES, ragion per cui il gioco non diventò altrettanto famoso come i titoli Enix e Square, se non fra i possessori di console SEGA.
Nonostante ciò resta il fatto che a livello puramente tecnico, ludico, di concept e di realizzazione, PS era anni luce avanti a qualsiasi altro video gioco mai apparso prima, sia in ambito console che in ambito PC.
Non solo, PS diventò il nuovo punto di riferimento del genere, e tracciò la strada per moltissime produzioni che sarebbero arrivate negli anni successivi.

Ma cosa aveva di così straordinario questo titolo SEGA? Ecco i punti salienti:

1) La grafica innanzitutto, la migliore mai vista in un VG. Ancora oggi apprezzabilissima.

2) Lo stile: PS non era il classico RPG ambientato in un mondo medievale/fiabesco, bensì era un mix geniale fra la classica impostazione fantasy, piena di spade magiche, incantesimi, mostri, dungeon etc..e una civiltà evoluta e futuristica, dove esistevano pistole laser, mezzi blindati, navi spaziali etc…La grafica, dai colori caldi e vivaci e dallo stile manga e le splendide musiche di sottofondo, contribuivano moltissimo a proiettare il giocatore in questo mondo di sogno dove si sentiva subito a casa. Non c’erano toni cupi e zone d’ombra.. si aveva la sensazione di leggere una bellissima storia dove il giocatore sarebbe diventato il protagonista.

3) L’ambientazione: il sistema solare Algo composto da tre immensi pianeti: Palma (verde e rigoglioso), Motavia (desertico) e Dezoris (ghiacciato), abitati da tre razze diverse e completamente esplorabili. Qui a fianco la mappa di palma, il pianeta principale, di cui si può vedere bene la vastità.

4) Un cast di personaggi unico nel suo genere, con una donna come eroina principale del gioco e compagni d’avventura bizzarri come un gatto.

5) Navi spaziali per viaggiare tra un pianeta e l’altro e ben tre mezzi meccanici (il landrover, l’hoovercraft e l’ice digger) su cui viaggiare.

6) I dungeon, fatti in un simil 3D e incredibilmente vasti e impegnativi.

7) Infine, punto forse più importante di tutti: la storia. Assolutamente non lineare, molto ma molto più libera della stragrande maggioranza dei giochi, anche di quelli attuali. Dopo una prima parte abbastanza guidata in cui Alis deve unirsi ai suoi compagni di gruppo, il gioco diventa completamente libero. E’ tutto basato sull’esplorazione e sulla ricerca. Viaggiando Alis scoprirà passo dopo passo quali oggetti le serviranno per completare la sua missione, tuttavia l’ordine in cui accaparrarseli è completamente libero e lasciato al giocatore. Non esistono barriere invisibili che ti impediscono di andare in aree per te troppo dure. Quando sei ancora debolissimo puoi tranquillamente finire nel posto sbagliato e incontrare mostri al di la della tua portata. Il concetto dei giochi di oggi in cui man mano che i PG si evolvono aumenta la difficoltà dei mostri non esiste. In PS devi stare attento a dove vai, se sbagli muori. Punto. E non ci sono nemmeno barriere temporali sulla sequenza degli eventi. L’ordine è totalmente libero. Di più: teoricamente non è nemmeno necessario recuperare tutti quanti gli oggetti leggendari necessari alla battaglia finale. Il gioco può essere finito anche senza, ovvio che in quel caso il tutto diventa MOLTO più difficile.

[Credits: Rolf]

 



 

settembre: 2010
L M M G V S D
« ago    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930  

Categorie

Archivio

Avatar di chi è Online

Al momento non ci sono utenti online